Prof. Francesco Tomasello
Clinica Neurochirurgica - Università degli Studi di Messina

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Martedi, 23 aprile 2019
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Congressi ed incarichi intern. recenti


14° European Congress of Neurosurgery
15th Interim Meeting della Federazione Mondiale delle Società Neurochirurgiche (WFNS) 9-12 Settembre 2015 Roma
14° European Congress of Neurosurgery
EANS Rome 2011 offers neurosurgeons an exceptional opportunity to attend lectures by an acclaimed international faculty on scientific and technical breakthroughs. The Congress also provides excellent networking opportunities and aligns with the goals of the European Association of Neurosurgical Societies - to promote enhanced scientific knowledge and the exchange of information between those in different cultures and training systems throughout Europe

Campi di Interesse

Neuropatie da intrappolamento dei nervi periferici

Sindrome del Tunnel Carpale

La sindrome del tunnel carpale è un quadro clinico causato dalla compressione del nervo mediano all'interno di una struttura osteo-ligamentosa all'interno del polso, chiamata appunto tunnel carpale. Il tunnel carpale è un canale delimitato inferiormente dalle ossa del carpo (polso) e superiormente dal legamento trasverso del carpo. All'interno di questo canale decorrono diverse formazioni importanti, tra cui i tendini dei muscoli delle dita ma soprattutto il nervo mediano. L'ispessimento del legamento trasverso del carpo causa un restringimento del tunnel carpale con conseguente compressione e sofferenza cronica del nervo mediano. Tale condizione colpisce soprattutto le fasce di età comprese tra i 40 ed i 50 anni, con una prevalenza nel sesso femminile (rapporto maschi/femmine di 1:4) e spesso si associa a particolari attività lavorative che comportino movimenti ripetuti e prolungati del polso. Spesso si osserva in pazienti affetti da patologie sistemiche come l'artrite reumatoide o il diabete. Nel 50 % dei casi può interessare entrambe le mani.

Fig1

Sintomi

Il quadro clinico è costituito da dolori a carico del palmo della mano, delle prime tre dita e della superficie laterale del quarto dito, più intensi durante la notte, tanto da causare il risveglio del paziente, associati a disturbi della sensibilità descritti come un senso di "puntura di spilli o di intorpidimento" (parestesie). Progressivamente compaiono riduzione della sensibilità (ipoestesia) e, in ultimo, debolezza e riduzione della forza nei movimenti della mano, soprattutto nei movimenti delle prime tre dita.

Fig2

Diagnosi

L'esame di scelta per la diagnosi della sindrome del tunnel carpale è l'elettromiografia agli arti superiori. Tale esame è in grado di documentare la presenza di una sofferenza del nervo mediano al polso e di quantificare l'intensità di tale sofferenza.

Fig3

Trattamento

Nei pazienti con una storia clinica di breve durata caratterizzata esclusivamente da dolori e con una lieve sofferenza del nervo mediano documentata all'elettromiografia, l'intervento chirurgico può essere rinviato, optando per una terapia medica con farmaci antiinfiammatori. A volte può essere utile l'infiltrazione locale con cortisonici. Al contrario, nei casi con una storia clinica di vecchia data (maggiore di un anno) o in caso di riduzione della sensibilità e/o della forza vi è indicazione al trattamento chirurgico di decompressione del nervo mediano al polso. L'intervento viene realizzato in anestesia locale e consiste in una piccola incisione cutanea di circa 3 cm sul palmo della mano, attraverso la quale viene sezionato il legamento trasverso del carpo, in maniera da liberare il nervo mediano dalla compressione. Al termine dell'intervento il paziente può tornare a casa, ma deve tenere la mano a riposo per almeno 10-15 giorni.

Risultati

Fino al 90% dei pazienti sottoposti ad intervento chirurgico di decompressione del nervo mediano al polso, riferisce di esser guarito dalla sintomatologia dolorosa. La riduzione della sensibilità viene recuperata in poco tempo, mentre la riduzione di forza tende ad essere recuperata più lentamente. Nei casi in cui la compressione del nervo è grave e dura da parecchio tempo, potrebbe non essere possibile il recupero dei deficit neurologici pre-operatori.

Sindrome da intrappolamento del nervo ulnare al gomito

Sindrome del Tunnel Cubitale

La sindrome da intrappolamento del nervo ulnare è un quadro clinico legato alla compressione del nervo ulnare durante il suo decorso all'interno del tunnel cubitale, un canale osteo-fibroso posto sulla superficie interna dell'articolazione del gomito, la cui base è costituita dalla doccia epitrocleo-olecranica ed il cui tetto è formato dall'aponeurosi dei due capi del muscolo flessore ulnare del carpo. La compressione del nervo ulnare all'interno di8 tale struttura è responsabile dei disturbi clinici, spesso esacerbati dalla flessione del gomito. Si tratta di una sindrome più frequente negli uomini di età media. Nella maggior parte dei casi la causa è sconosciuta (idiopatica) anche se in una percentuale minima di casi questa sindrome può essere conseguente a traumi minori ripetutio nel tempo, a traumi maggiori con frattura dell'articolazione del gomito o a fenomeni artritici. In alcuni casi la compressione del nervo ulnare al gomito può anche essere bilaterale.

Fig4     Fig5

Sintomi

La sintomatologia ha un'evoluzione progressiva e lenta nel tempo. I sintomi principali sono rappresentati da disturbi della sensibilità descritti come un senso di "puntura di spilli o di intorpidimento" (parestesie ) a carico delle ultime due dita della mano (mignolo e superficie interna dell'anulare), eventualmente associati a dolori a carico delle stesse dita ed a volte irradiati acnhe lungo la superficie interna dell'avambraccio. I disturbi sensitivi sono pressocchè costanti, mentre la sintomatologia dolorosa può anche non essere presente. Ciò rende più facile la progressione della malattia, che nelle fasi più avanzate determina la comparsa di riduzione di forza a carico delle ultime due dita della mano, evidente soprattutto nei movimenti di abduzione/adduzione di quest'ultime. Infine compaiono ipotrofia dei muscoli dell'eminenza ipotenar, dei muscoli interossei e deficit di forza nei movimenti di prensione della mano.

Fig6     Fig7

Fig8

Diagnosi

L'esame di scelta per la diagnosi della sindrome da intrappolamento del nervo ulnare al gomito è l'elettromiografia agli arti superiori. Tale esame è in grado di documentare la presenza di una sofferenza del nervo al gomito e di quantificare l'intensità di tale sofferenza. Utile anche la risonanza magnetica nucleare (RMN) del gomito che può documentare al presenza di un restringimento del tunnel cubitale e di una compressione del nervo ulnare.

Fig3     Fig9

Trattamento

Nei pazienti in cui la causa sia stata identificata e sia riconducibile a trauma ripetuti a carico dell'articolazione del gomito, è possibile attuare una strategia di tipo conservativo, evitando l'intervento chirurgico ed educando il paziente ad evitare i microtraumi ripetuti. In tutti gli altri casi, l'intervento chirurgico rappresenta l'unico trattamento in grado di bloccare la progressione della malattia. L'intervento viene realizzato in anestesia locale. Attraverso un'incisione cutanea di circa 6 cm sulla superficie interna dell'articolazione del gomito si identifica il tunnel cubitale e si seziona l'aponeurosi dei due capi del muscolo flessore ulnare del carpo, liberando il nervo ulnare dalla compressione. Il paziente può tornare a casa il giorno stesso dell'intervento, ma deve indossare un tutore per mantenere il gomito flesso a 90° per circa 15 giorni.

Risultati

I risultati del trattamento chirurgico sono meno soddisfacenti rispetto a quelli dei pazienti affetti da sindrome del tunnel carpale, principalmente perché i pazienti giungono all'attenzione del neurochirurgo nelle fasi più avanzate di malattia. Nel 60% dei casi i risultati sono soddisfacenti, mentre risultano scarsi solo nel 15% pei pazienti. La sintomatologia dolorosa ed i disturbi della sensibilità regrediscono nella maggior parte dei casi. I disturbi motori invece vengono recuperati con difficoltà. Per tale motivo, è necessario rivolgersi al neurochirurgo il prima possibile, evitando che l'avanzare della malattia renda difficile il recupero dei deficit neurologici preoperatori.



Ultimo aggiornamento dei contenuti 13/12/2011